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Ondina Valla
Olimpionica 80 metri ostacoli a Berlino 1936
Tazio Nuvolari
Vanderbilt Cup 1936
Enrico Fabris
Olimpionico 2006
Valentina Vezzali
Olimpionica individuale 2000, 2004, 2008
Marco Pantani
Vittoria al Tour de France 1998
Primo Carnera
Campione Mondiale Pesi Massimi 1933-34

SISS Federico Caprilli salto PineroloIn occasione del 150° anniversario della nascita di Federico Caprilli (1868-1907), fondatore della moderna equitazione italiana, la SISS, in collaborazione e col sostegno della FISE,  vuole celebrare questa specifica ricorrenza tramite la pubblicazione di un volume di saggi dedicato alle vicende e ai nomi dell'equitazione azzurra. Con le sue 23 medaglie, delle quali 7 d'oro, guadagnate ai Giochi Olimpici estivi, l'equitazione si pone all'ottavo posto tra le discipline che più hanno dato prestigio in sede olimpica; la precedono la scherma, il ciclismo, l'atletica, il tiro, il pugilato, la ginnastica e il canottaggio. I risultati più esaltanti sono arrivati nelle Olimpiadi di Melbourne 1956, Roma 1960, Tokio 1964 e Monaco 1972, allorché, grazie a Piero e Raimondo D'Inzeo, Mauro Checcoli e Graziano Mancinelli, il medagliere si è arricchito, nelle specialità del Salto a Ostacoli e del Concorso di Campagna, di 12 medaglie di cui 4 d'oro.  Nel computo generale, l'equitazione italiana si pone al settimo posto tra le nazioni, preceduta da Germania, Svezia, Francia, Stati Uniti d'America, Regno Unito e Paesi Bassi.

Questa eccellenza olimpica così importante non sortisce, ovviamente, dal nulla. Essa è il frutto di una scuola e di una tradizione tra le più forti al mondo.   La tradizione risale al Rinascimento e ai nomi di Federico Grisone, primo fra i trattatisti moderni (Gli ordini del cavalcare, 1550), e al suo allievo Giovanni Battista Pignatelli, alla cui accademia napoletana si formarono i caposcuola francesi. Dalla corte degli Aragonesi, la tradizione si trasferì nel XIX secolo alla corte dei Savoia, con la Scuola militare di cavalleria di Pinerolo, nata nel 1823 per decreto del re Carlo Felice, dalla cui sorgente scaturirono la “Normale” e il primo campione internazionale, Federico Caprilli, trionfatore al concorso ippico di Torino nel 1902. Al volgere dell'Ottocento, il capitano di cavalleria Federico Caprilli - nato a Livorno l'8 aprile 1868 - rivoluzionò il mondo dell'equitazione militare e sportiva, sostenendo, a ragione, che non si doveva continuare ad adattare il cavallo all'uomo, bensì il cavaliere al cavallo. Per ottenere questa sua speciale rivoluzione, ideò un “sistema naturale” di addestrare il cavallo, incentrato su un metodo razionale di percorso in campagna e di salto agli ostacoli. Ritenendo troppo teorici gli insegnamenti ricevuti a Pinerolo, Caprilli mirò soprattutto a un miglior rendimento pratico.

Così Roma ebbe dalla sua Scuola di Equitazione da Campagna - in funzione dal 1891 al 1940 a Tor di Quinto sulla via Flaminia - il fior fiore dei cavalieri, e l'equitazione italiana innumeri soddisfazioni e riconoscimenti. Sul piano olimpico, la prima medaglia d'oro giunse nel 1900 a Parigi, quando ancora la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE, 1911) non si era costituita. Artefice il ventiquattrenne conte vicentino Giangiorgio Trissino, vincitore ex aequo con un francese nel saut en hauter. La letteratura sportiva in lingua italiana ha cumulato nel tempo un largo numero di studi a carattere manualistico-tecnico sugli sport equestri, ma rare sono state le produzioni di tipo storiografico. Il 150° anniversario della nascita di Federico Caprilli consente, finalmente, di rendere merito a questo nostro illustre protagonista,  pubblicando una prima antologia di saggi rivolti al variegato mondo “equestrian”. Saranno graditi studi storiografici centrati su Caprilli e sull'equitazione sportiva (Salto a Ostacoli, Dressage, Concorso Completo, Cross Country, Endurance), riguardanti personaggi e realtà sia locali che nazionali: cavalieri, cavalli, scuole, circoli, maestri, dirigenti, eventi agonistici; o anche ricerche su argomenti specifici:  trattatistica e letteratura, medicina, evoluzione delle attrezzature, l'equitazione nelle arti, ecc.

Il volume, curato da Marco Impiglia, Fabrizio Orsini e altri membri di SISS, sarà in b/n e avrà una foliazione di circa 200 pagine. Il limite consentito a ciascun Autore è di 35.000 battute spazi inclusi, più le note e le eventuali bibliografie, tabelle e diagrammi. Per quel che concerne i materiali iconografici, ne verrà stabilito di caso in caso l’utilizzo. La deadline per l’invio dell'abstract è fissata al 30 giugno 2017; quella per la spedizione dell’articolo al 31 dicembre 2017.  Il volume sarà presentato al pubblico nell'aprile del 2018.

Vi ricordo che ogni articolo sarà soggetto al vaglio critico del Comitato Scientifico della SISS, sul cui sito sono pubblicate le norme redazionali da seguire. Verrà tempestivamente fatta comunicazione agli Autori riguardo all'accettazione o meno del loro intervento.

Vi ringrazio per l’attenzione e vi chiedo di mandare una vostra risposta, sia in caso di ingaggio (titolo e abstract), sia in caso abbiate qualcosa da suggerire, all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Marco Impiglia
Direttore Editoriale
Società Italiana di Storia dello Sport

 

 

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